Gennaio a Firenze e in Toscana

In questi ultimi due anni, gennaio ci ha trovato divisi fra uno sguardo preoccupato verso il passato e uno carico di speranza rivolto al futuro. E non vi stupirà allora scoprire che questa divisione è intrinseca al nome del primo mese dell’anno.

E visto che il tema dei mesi è stato trattato in tanti cicli pittorici e scultorei vorrei poi indicarvi alcuni posti dove possono essere osservate delle raffigurazioni di questo mese a Firenze e in Toscana.

L’origine del termine Gennaio

Busto di Giano Bifronte – Museo Vaticano – fonte Wikipedia

La suddivisione dell’anno solare in dodici parti fu introdotta da Giulio Cesare nel 46 a.C. Il nome gennaio deriva da Ianuarius, dell’antica divinità romana, Ianus (Giano). La scelta non è casuale perché Giano è un dio con due volti (bifronte), uno che guarda davanti e l’altro che guarda indietro. Questa caratteristica principale di guardare allo stesso tempo in due direzioni l’ha reso protettore di percorsi iniziatici e dei passaggi, colui che conosce il passato e il futuro. Per questo Giano Bifronte spesso era rappresentato nelle soglie degli ingressi, intento a custodire le entrate e le uscite.

Secondo la tradizione, il tempio di Giano si ergeva sul colle a Roma che ha preso il suo nome, il Gianicolo. Le porte del tempio rimanevano sempre chiuse in periodi di pace e si aprivano soltanto quando iniziava un periodo di guerra.

Giano davanti al suo tempio – Villa Medicea di Poggio a Caiano

Villa Medicea di Poggio a Caiano

Nel meraviglioso fregio in terracotta invetriata sulla facciata della villa medicea c’è una bella raffigurazione di Marte che varca le porte del tempio di Giano bifronte.

Marte attraversa la soglia del tempio di Giano

L’opera è attribuita a Bertoldo di Giovanni e collaboratori (1490 ca), ed è ritenuta una delle più significative della cultura laurenziana, in quanto il programma iconografico fu probabilmente suggerito da Lorenzo il Magnifico stesso, con il contributo di Agnolo Poliziano, come un tributo d’amore alla classicità.

Dettaglio Giano bifronte

 

Attualmente per motivi di conservazione il fregio originale ( che può essere ammirato all’interno della villa) è stato sostituito da una copia realizzata dalla manifattura Richard Ginori nel 1986.

 

Il tempio di Giano – Galleria Palatina – Palazzo Pitti

A Firenze abbiamo una meravigliosa raffigurazione di Pieter Paul Rubens, dove possiamo vedere le porte spalancate del tempio di Giano, che danno il segnale di inizio alle atrocità che ogni conflitto porta. Questo capolavoro di Rubens, “Le conseguenze della guerra”, si trova alla Galleria Palatina.

Le conseguenze della Guerra di Peter Paul Rubens, 1637-1638 – Galleria Palatina, Firenze – fonte wikipedia

Sotto il segno del Capricorno – Sala degli Elementi – Palazzo Vecchio

Durante l’epoca medievale, per misurare il passaggio del tempo e stabilire il solstizio d’estate era fondamentale l’uso delle meridiane e della ruota dello zodiaco, come ci testimoniano i mosaici dei pavimenti del Battistero di San Giovanni e della chiesa di San Miniato al Monte.

Lo zodiaco della meridiana solstiziale sul pavimento della basilica di San Miniato al Monte – Firenze – fonte Wikipedia

Gennaio inizia sotto il segno del Capricorno, appena dopo il solstizio invernale. Il Capricorno era anche una delle imprese di Cosimo I de’ Medici, e questo spiega la presenza a Firenze di moltissime rappresentazioni, pittoriche o scultoree, di questo segno.

In realtà Cosimo era nato il 12 giugno sotto il segno dei Gemelli ma scelse di “adottare” il Capricorno, probabilmente perché era l’ascendente astrologico di importanti imperatori come Cesare Augusto e Carlo V e forse anche perchè la sua investitura a Duca era caduta proprio sotto questo segno, il 6 gennaio del 1537.

Allegoria della Terra – Sala degli Elementi- Palazzo Vecchio – Firenze

Una delle rappresentazioni più belle del Capricorno in chiave Medicea è nella Sala degli Elementi a Palazzo Vecchio. L’affresco di Giorgio Vasari e Cristofano Gherardi raffigura l’allegoria della Terra: Saturno riceve in dono le primizie della terra. L’analogia con Cosimo è presto fatta perché ai piedi del dio Saturno vediamo rappresentato sia un Capricorno che stringe tra le zampe una palla rossa, l’emblema mediceo, che la tartaruga con la vela, l’altra impresa di Cosimo I.

L’attività del mese di gennaio – Cattedrale di San Martino – Lucca

Durante il periodo Medievale l’altro grande tema per la rappresentazione dei mesi sono le attività svolte dagli uomini e a questo proposito vi consiglio il libro di Jane Bawtree intitolato Il Ciclo di Mesi, un vero e proprio compendio della rappresentazioni dei mesi dell’anno in tutta Italia.

Una bellissima raffigurazione di questo tipo si trova nei bassorilievi della facciata del Duomo di San Martino a Lucca. Sotto il portico, la decorazione scultorea fu iniziata nel 1233 da gruppo di maestri lombardi tra i quali Guido Bigarelli da Como. Sulla sinistra, nella zona sottostante alle storie di San Martino, è raffigurato il lavoro dell’uomo durante i dodici mesi dell’anno.

Il Ciclo dei mesi alla Cattedrale di San Martino a Lucca

Gennaio è il tempo del raccoglimento e del riposo, si vede infatti una persona seduta su uno sgabello, che si riscalda davanti al fuoco. Purtroppo il tempo ne ha cancellato i lineamenti, ma la espressività del freddo pungente è sottolineata dalla vicinanza dei piedi al fuoco e dalle brace tese in avanti dal uomo, per avvicinarsi al calore della fiamma.

Gennaio Giardino della Villa Medicea di Castello – Firenze

Un’altra raffigurazione del freddo di gennaio la troviamo nel giardino della Villa Medicea di Castello. Alcune persone che visitano questo splendido luogo si fermano alla parte più bassa dove si trova il giardino all’italiana. Ed è un peccato, perchè accedendo al livello superiore si può ammirare una grande vasca con in mezzo, su uno scoglio spugnoso, questa figura di un anziano che cerca di ripararsi dal freddo stringendosi le braccia intorno al petto. Originalmente era una fontana e dalla testa usciva un getto d’acqua che cadeva ad ombrello intorno alla figura, denominata Gennaio o Appennino e realizzata da Bartolomeo Ammannati tra il 1563 e il 1565.

Statua di Gennaio o Appennino di Bartolomeo Ammannati – fonte Wikipedia

Giano Bifronte – Subbiano – Toscana

Tornando a Giano Bifronte, scopriamo che questo dio è il simbolo di Subbiano, in provincia di Arezzo. Nel settembre del 2020 l’artista Alessandro Marrone notando che mancava in paese una raffigurazione di Giano, ha deciso di colmare questa assenza dedicandogli quest’opera.

La gigantesca scultura è una specie di porta di accesso verso il paese e il Casentino e, per noi che abbiamo dovuto imparare a convivere con la pandemia, può essere di buon augurio per un 2022 all’insegna di tanti viaggi alla scoperta di tanti posti nella bella Toscana!

Giano Bifronte di Alessandro Marrone. Tratta dal sito CASENTINO2000

 

ps. Questo articolo è stato pubblicato originalmente nel 2021, rivisto e ripubblicato nel 1 gennaio 2022.