Il Museo degli Innocenti – Una storia unica!
5 Febbraio 2026
Il 5 febbraio 1445 è una data importante per la storia di Firenze. La figura centrale della vicenda non risulta tra i personaggi famosi e, a dire il vero, non aveva neanche un nome. In quel giorno una neonata venne abbandonata allo Spedale degli Innocenti e fu chiamata Agata e Smeralda. Agata in onore della santa del giorno, protettrice delle balie e delle madri che allattano; Smeralda per l’associazione della preziosità e del valore della pietra a quella della vita. Purtroppo la vita di Agata fu molto breve, perché morì a novembre dello stesso anno.

Agata Smeralda fu la prima di migliaia di bambini accolti nei secoli dallo Spedale degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata. Tutto cominciò con un importante lascito di 1000 fiorini del mercante Francesco Datini per la costruzione di un luogo che prendesse cura dei bambini abbandonati a Firenze. Esistevano ospedali come quelli di San Gallo e Santa Maria della Scala che se ne occupavano, tra le altre cose, anche di neonati abbandonati.

All’epoca tutte le strutture di accoglienza si chiamavano spedale, ma la differenza era che questa nuova istituzione era laica e si dedicava solo agli Innocenti, ovvero i bambini abbandonati, diventando così il primo brefotrofio in Europa.

L’edificio progettato da Filippo Brunelleschi, la cui costruzione iniziò nel 1419 sotto il patronato dell’Arte della seta di Por Santa Maria, ha segnato una svolta dal punto di vista architettonico. Il suo loggiato armonico, basato sulla proporzione, sulla simmetria e sul recupero dei canoni classici, è considerato il primo edificio rinascimentale.

Nel 1487 gli oculi della facciata furono decorati con i magnifici “putti in fasce” in terracotta invetriata di Andrea della Robbia, che divennero il simbolo dell’Ospedale.

All’inizio, sotto il loggiato fu posta una pila, simile a un’acquasantiera, dove venivano lasciati i neonati, e dal 1660 fu realizzata la finestra ferrata, che permetteva alla madre di non essere vista. All’interno, accanto alla finestra, furono poste due sculture con Maria e Giuseppe, come se il bambino che arrivava fosse lo stesso Gesù. Ogni nuovo arrivato era descritto con minuzia nel “libro dei fanciulli”.
Molte volte i bambini avevano con sé dei segni di riconoscimento, come una moneta o una medaglietta spezzata, lasciati dai genitori per lasciare aperta la possibilità di un ricongiungimento in un futuro più roseo.
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La finestra fu chiusa definitivamente nel 1875, per il divieto dell’abbandono anonimo e l’istituzione dell’Ufficio di consegna. Tutti questi documenti sono conservati negli archivi dell’Istituto degli Innocenti.

Il Museo degli Innocenti ripercorre questa affascinante storia e espone le opere d’arte appartenute all’antico Spedale, tra le quali capolavori di Botticelli e Domenico Ghirlandaio.


Una delle sale più toccanti è proprio quella dove sono conservate, in decine e decine di cassettini, le metà divise, quelle dei bambini che non si ricongiunsero con i genitori.

Per la mostra permanente “E l’altra metà serberò io, I segnali di riconoscimento dell’Ospedale degli Innocenti”, Simone Frasca, insieme a Sara Marconi, ha creato il personaggio Tino il Nocentino, ispirato ai puttini di Andrea della Robbia.

Tino vi aspetta con due libretti e un cartone animato per raccontare ai più piccoli la vita dei Nocentini ed è anche il protagonista di un video della nuova Galleria degli Affreschi.
In conclusione, se volete uscire dal circuito dei soliti musei, questo sicuramente merita di essere visitato sia per la sua storia sia per i capolavori che conserva, e io sono a vostra disposizione per portarvi alla scoperta di questo luogo unico.

Se volete una visita guidata rivolta ai bambini, i materiali didattici che utilizzo sono realizzati proprio da Simone Frasca.

Ho ideato anche una visita tematica tutta incentrata sulla storia delle donne, in un tour che riunisce Museo degli Innocenti e l’Orbatello, in via della Pergola, l’ospedale che accoglieva le donne in difficoltà che non potevano contare sull’assistenza dei familiari e le gravide occulte.

Vi aspetto!
